Un breve ritratto della sua vita...

Giovanni Bracchi nasce il 15 gennaio 1919 a Sant'Angelo Lodigiano, da Salvatore ed Apollonia Bracchi.
Fin dagli anni dell'infanzia è avviato da Don Ernesto Merlini allo studio del pianoforte che prosegue sotto la guida dal M° Tommaso Paratico; infine ha modo di approfondire e perfezionare gli studi musicali con il canonico Giovanni Baroni del Duomo di Pavia, con il M° Franco Vittadini e col M° Prof. Franco Montani.
Fra il '43 ed il '49 consegue presso il Conservatorio "G.Verdi" di Milano il diploma di Organo, la licenza superiore di Strumentazione di Banda, il diploma di Composizione, il diploma di Musica e Canto Corale.
Sposa nel 1946 Teresina Alchieri e con la moglie e i tre figli risiede stabilmente a Sant'Angelo Lodigiano dove si svolge e da dove si diparte per svilupparsi nel lodigiano, nel milanese e nel pavese la sua feconda attività musicale, che si snoda intensa e ininterrotta fino alla morte, avvenuta il 27 agosto 1987.
Per oltre quarant'anni organista della Basilica Romana dei Santi Antonio Abate e Francesca Saverio Cabrini, insegnante di educazione musicale nelle locali scuole medie, direttore del Corpo Bandistico "S.Cecilia" rinato sotto la sua guida nel 1945, maestro di numerosi giovani allievi che avvia agli studi di Conservatorio nelle diverse discipline strumentali, generoso e instancabile animatore di tutte le iniziative musicali. E ancora, direttore fin dalla fondazione nel 1953 del Corpo Bandistico "San Giovanni Bosco" di Graffignana, del Corpo Musicale "S.Giorgio" di Villanterio, delle Bande di Belgioioso, S.Colombano, Brembio, Livraga, Lodivecchio.

Musicista versatile, alterna l'attività di insegnante e di esecutore a quella di autore di musica per banda (numerosi i suoi pezzi stampati dalla Vidale) e specialmente di compositore di musica sacra la quale suscita la sua ispirazione più fervida e autentica: oltre ai brani strumentali e corali già pubblicati da Carrara, sono degni di particolare menzione la "Messa Melodica S. F. S. Cabrini" per due cori ad una voce, la prima in italiano dopo la riforma conciliare, edita nel 1966 dalla ECO di Milano e l'Inno Popolare a S. F. S. Cabrini, composto nel 1946 in occasione della canonizzazione della Santa concittadina.
Svolge anche attività concertistica per l'inaugurazione di organi o per celebrare festività solenni, chiamato nelle diverse parrocchie e diocesi dai suoi amici sacerdoti che ne stimano la sensibilità musicale, la maestria interpretativa, la grande modestia.

Ed ora la parte più originale e storicamente interessante...

Riportiamo qui di seguito alcuni esempi di brani del M° Bracchi (appartenenti al repertorio del Coro Madre Cabrini) nella loro versione "originale e manoscritta". Segnaliamo che, per motivi di copyright, ci dobbiamo limitare alla prima pagina di ogni pezzo. Qualora foste interessati ad approfondire la vostra conoscenza sull'opera musicale del M° Bracchi (e noi ci auguriamo di sì, perchè ne vale la pena...), vi invitiamo a riferirvi alla pubblicazione "Melodie Sacre - G.Bracchi - Edizioni Carrara", in cui sono riportati (completi e riscritti al pc), oltre ai seguenti, anche molti altri brani di altrettanta bellezza. Ciò che traspare in maniera evidente, anche al primo ascolto, è la fervente Fede che ha ispirato questo grande artista nello stendere l'inchiostro sul pentagramma. Riteniamo che sia impossibile comprendere la grandezza di Giovanni Bracchi senza mettersi ad ascoltarlo in una prospettiva di Fede: è solo così che la sua essenza di compositore di musica SACRA si può rivelare al massimo del suo splendore.

Si ringraziano i Sigg. Bruno Cerri e Giancarlo Tonali per la scannerizzazione, la Dott.ssa Pinuccia Bracchi e famiglia per averci messo a disposizione i manoscritti, Don Carlo Cerri, sacerdote santangiolino, nonchè grande amico ed estimatore del Maestro Giovanni Bracchi, per i commenti ai brani.
Ma ecco gli spartiti (cliccarci sopra per visualizzarli):

Magnificat
per coro a 3 v.d.
Per l'ordinazione sacerdotale del cugino Don Giovanni Bracchi
Commento di Don Carlo Cerri: "Il Magnificat a 3 voci dispari, dalla prima nota all'ultima, è una vera esaltazione solenne e vibrante del mistero dell'incarnazione. E' una composizione che risente del "tempo passato": Bracchi, infatti, non si è mai lasciato travolgere da astrusità moderne, perchè sapeva di dover servire la liturgia e la preghiera.
Il Brano inizia con solennità, quasi a presentare la magnificenza dell'incarnazione; segue il breve fugato "Exultavit Spiritum Meum in Deo salutari meo"; continua col "quia respexit" solenne dei tenori e col dolce e soave "et misericordia" dei soprani; di effetto è il "Fecit potentiam" che fa sentire, col coro, la potenza di Dio che disperde i superbi dai troni per esaltare gli umili; dolcissimo e supplichevole, ma al contempo solenne, il "Gloria Patri" conclusivo, col grandioso "in saecula saeculorum Amen"".

 

I Pastori nella notte
per coro a 3 v.d.
Pastorale su motivi popolari
Commento di Don Carlo Cerri: "I Pastori nella notte è un'originale composizione natalizia che risente però dei motivi tradizionali. E' certamente una bella meditazione sul mistero del S.Natale. Ho motivo di ritenere che il testo glielo abbia preparato Don Sandro Beccaria, suo collaboratore - corista in Basilica, squisito tenore".

 

Nolite timere
Mottetto natalizio a 2 v.d.
Dedicato all'amico sacerdote santangiolino Don Carlo Cerri
Commento di Don Carlo Cerri: "Il Nolite Timere è un canto natalizio che si snoda a due voci (soprano e tenore) che si rincorrono sino al bellissimo "Alleluia" finale. Questa composizione è un vero "gioiellino" dedicato all'amico Don Carlo Cerri (a me... nda). E' un brano che oso definire "di sapore orientale". Bracchi, su questo stile, ha composto anche una sonata per organo molto originale, edita da Edizioni Carrara - Bergamo".

 

Esultano i Santi
Mottetto per coro a 3 v.d.
A ricordo del 40° di sacerdozio di Don Domenico Grazioli
Commento di Don Carlo Cerri: "Esultano i Santi è un gioioso inno alla "Gloria" dei Santi. Di facile esecuzione, è molto efficace nell'esprimere la gioia della Chiesa per i suoi "figli maggiori" giunti alla Gloria di Dio ed ora intercessori per i fratelli mortali".

 

Tu es Sacerdos
Mottetto per coro a 2 v.p.
Commento di Don Carlo Cerri: "Un brano dall'inizio molto incisivo, con il "Tu es Sacerdos" all'unisono, mediante il quale Bracchi vuole presentare il Sacerdote - uomo di Dio - da Dio eletto e scelto. Segue, nella seconda parte, il "secundum ordinem", un breve e gioioso fugato che si chiude ancora con il "tu es sacerdos"; il mottetto termina con il solenne "in aeternum". In questa composizione Bracchi ha manifestato tutto il suo "profondo sentire", il suo ossequio, la sua venerazione verso i Sacerdoti che ha seguito e servito tutta la vita".

 

Ulteriori commenti e riflessioni: Oltre ai brani riportati, Don Carlo Cerri ha desiderato ricordare la "Messa Melodica" popolare, su testo rinnovato dal Concilio Vaticano II (la prima Messa in italiano dalla riforma). Suggerisce di riflettere su alcune parti di essa, ad esempio, tratto dal "Gloria", il "Tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi... accogli la nostra supplica" definito "supplichevole: grande preghiera del peccatore pentito".
Come conclusione di questa memoria dell'amico Giovanni Bracchi, Don Carlo ha citato il seguente aneddoto: "Mi è caro ricordare Bracchi nella sua ultima esecuzione all'organo, in Basilica: suonava il suo Inno a Madre Cabrini, il celebre "Nel cuor della grande America". Era ammalato (e lui conosceva bene la consistenza del suo male): il suono che ne uscì non era più il solito. Il giorno seguente entrò in ospedale a Milano (era fine luglio). Quella fu la conclusione della sua vita di artista - devoto, un ultimo speranzoso e dignitoso sforzo di affidarsi alla sua Santa: anche per questo noi santangiolini lo vogliamo ricordare con grande orgoglio e rispetto.
Morì il 27 agosto 1987 e fu solennemente funerato il 28 agosto in una gremita Basilica".

 

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